Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
COMUNICATO STAMPA DEL 03.07.2009
Oggetto: sabotaggio criminale a Valle Vecchia
Dice un vecchio adagio fatalista che “La madre degli imbecilli è sempre incinta”. Verissimo, ieri come oggi, perché anche in questa società di analfabeti di ritorno, di veline e di calciatori milionari, di evasori fiscali e di mestatori, gli imbecilli sono sempre sulla breccia a farla da protagonisti.
Ma si potrebbe citare anche un altro adagio, se possibile anche più attinente: “Tanto tuonò che piovve”. Sarebbe a dire che tanto s’è parlato, a sproposito, della necessità di riallagare Valle Vecchia con acqua salata, adducendo ragioni grottesche, del tipo che “I cittadini di Caorle avrebbero così potuto riappropriarsi del loro territorio e della loro storia”, che alla fine qualcuno ha voluto “dare una mano” agli eroi della finta e multimilionaria rinaturalizzazione.
Lascia uno sconforto e un’amarezza profondi ciò che è successo a Valle Vecchia, con la manomissione delle paratie e il conseguente svuotamento di un intero bacino d’acqua dolce in piena stagione riproduttiva. Non solo, ma ciò che è più grave, con l’immissione di acque salate nei fossi e nelle scoline della campagna. E suscita rabbia e interrogativi, anche se le risposte sono chiare.













