[Comunicato Stampa] Associazione Naturalistica Sandonatese prende posizione circa Valle Vecchia

Bellezze al bagno in Vallevecchia a Caorle

Bellezze al bagno in Vallevecchia a Caorle

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

COMUNICATO STAMPA DEL 03.07.2009

Oggetto: sabotaggio criminale a Valle Vecchia

Dice un vecchio adagio fatalista che “La madre degli imbecilli è sempre incinta”. Verissimo, ieri come oggi, perché anche in questa società di analfabeti di ritorno, di veline e di calciatori milionari, di evasori fiscali e di mestatori, gli imbecilli sono sempre sulla breccia a farla da protagonisti.

Caorle vista da Vallevecchia

Caorle vista da Vallevecchia

Ma si potrebbe citare anche un altro adagio, se possibile anche più attinente: “Tanto tuonò che piovve”. Sarebbe a dire che tanto s’è parlato, a sproposito, della necessità di riallagare Valle Vecchia con acqua salata, adducendo ragioni grottesche, del tipo che “I cittadini di Caorle avrebbero così potuto riappropriarsi del loro territorio e della loro storia”, che alla fine qualcuno ha voluto “dare una mano” agli eroi della finta e multimilionaria rinaturalizzazione.

Planata in Vallevecchia

Planata in Vallevecchia

Lascia uno sconforto e un’amarezza profondi ciò che è successo a Valle Vecchia, con la manomissione delle paratie e il conseguente svuotamento di un intero bacino d’acqua dolce in piena stagione riproduttiva. Non solo, ma ciò che è più grave, con l’immissione di acque salate nei fossi e nelle scoline della campagna. E suscita rabbia e interrogativi, anche se le risposte sono chiare.

Rabbia per il fatto che nessuno pagherà per questo grave crimine ecologico. Chi l’ha commesso probabilmente non è un “clandestino”, ma un civilissimo veneto DOC, un padano autentico, un paladino del “fare subito”, delle mine sugli argini della bonifica, della reversibilità della storia, del disprezzo dell’economia e, soprattutto, un colossale ignorante. Che potrebbe dunque succedergli anche se venisse identificato?

Viene tuttavia da chiedersi, tra l’altro, se sia possibile che a livello di amministrazione comunale di Caorle, di Regione Veneto e di Consorzi di Bonifica Riuniti ci si sia resi conto di che cosa significhi veramente riallagare con acque salate. Viene da chiedersi se qualcuno ha fatto mente locale per qualche minuto; se qualcuno ha cioè realizzato che riallagare con acqua salata significa semplificare, distruggere, rendere omogeneo, smantellare biodiversità, vanificare investimenti e alterare irreversibilmente equilibri consolidati. Il tutto a costi elevatissimi.

Possibile che nessuno dei consulenti professionali e dei fautori del riallagamento con acque salate si sia preso la briga di verificare il senso di una millantata “rinaturalizzazione” in un contesto totalmente antropizzato da millenni? Se l’avessero fatto e se Valle Vecchia e il suo progetto non fossero stati messi in discussione da questi enti, non ci troveremmo oggi a questo punto, perché avrebbero prevalso le ragioni dell’ecologia e del buon senso.

Non ci troveremmo cioè con progetti di urbanizzazione turistica della bonifica a monte di Valle Vecchia; con un progetto di allargamento e navigabilità del canale Baseleghe e con il rischio concreto della portualità a Porto Baseleghe nell’immediato futuro.

Proprio così, nell’immediato futuro: quello del Veneto ad Alta Velocità, in cui si sbandiera l’identità e si pratica la trasformazione distruttiva del territorio. In cui si predica contro i capannoni e si costruiscono allegramente migliaia di  case che non servono a nessuno.

Che dire allora a questo punto?. Grazie per il Parco di Caorle, chiesto da trent’anni e mai istituito; grazie per averci regalato l’illusione di Valle Vecchia e per avercela lasciata per ben dodici anni. E grazie infine alla Regione Veneto per la encomiabile scelta di costituirsi parte civile nella denuncia contro ignoti seguita a questa sconfortante vicenda.

Il Presidente

Michele Zanetti

Sottoscriviamo le parole di Michele Zanetti e condividiamo la preoccupazione per l’uso insulso che alcune “teste calde” farebbero del Territorio che oggi si presenta con interessanti potenzialità anche economiche, ma si tratta di un patrimonio comunque precario e che è il frutto del disinteressato impegno di molte persone che per decenni si sono adoperate “controcorrente” per farcelo godere oggi. Tra queste persone NON ci sono queste “teste calde” per cui ci chiediamo per quale motivo dovremmo oggi lasciare il destino di queste aree e di queste specie animali in balìa delle peggiori menti del nostro tempo.

Questi si stanno rubando quello che è di tutta la Comunità e che proprio in quest’epoca di globalizzazione E’ necessario preservare e tutelare.

Un ringraziamento quindi a Tutti coloro che si sono adoperati perchè anche i nostri figli possano vedere la vitalità di Valle Vecchia.

Deprechiamo invece quegli insulsi che stanno tagliando il ramo in cui sono seduti loro, i loro figli e purtroppo anche noi!

Ma non è detto che si debba lasciare libertà d’azione a questi sabotatori. Andiamo in Valle Vecchia e dintorni e godiamo di quello che c’è e scandalizziamoci per quello che non c’è più o è gravemente compromesso!

Si segnala quindi:

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