[Scarpe & Cervello] Escursione nella Val Tagliamento: dal Passo della Morte a Caprizzi

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Domenica 12 luglio

Una autostrada immaginata: problemi e impatti del collegamento Carnia–Cadore

Escursione nella Val Tagliamento: dal Passo della Morte a Caprizzi

Ritrovo ore 9.15 presso la Diga di Caprizzi (Socchieve) e alle ore 10  a Passo della Morte, presso l’imbocco della galleria S. Lorenzo.

Val Tagliamento

Val Tagliamento

Alla scoperta di uno dei tratti più naturali del Tagliamento. Per chi non ha mai visto o sentito scorrere l’acqua nella sua valle, un’esperienza per conoscere l’ambiente com’era (e come potrebbe tornare ad essere) prima degli interventi della SADE.

Sarà un’occasione per parlare del progetto di collegamento autostradale Carnia-Cadore assieme ai rappresentanti del Comitato PAS Dolomiti.

Questa tappa di Scarpe & Cervello si propone di indagare i luoghi che da sempre sono stati oggetto di scollinamento e collegamento tra le comunità carniche e quelle cadorine.

Ci troviamo più precisamente nell’ambito dei Comuni di Socchieve, Ampezzo e Forni di Sotto, in un tratto della valle del Tagliamento in cui le difficoltà di transito dovute all’orografia hanno da sempre favorito un certo isolamento. I cosiddetti Forni Savorgnani sono stati infatti spesso considerati un territorio distinto dal resto della Carnia, per condizioni storiche ed amministrative, soprattutto quella della dipendenza dalla casata dei Savorgnani, a partire dal 1326. Le peculiarità di Forni di Sopra e Forni di Sotto sono rimaste evidenti nella tipica parlata e nell’architettura spontanea.

Passaggio chiave per i collegamenti è il cosiddetto Passo della Morte, che trae il nome da un combattimento avvenuto il 24 maggio del 1848, tra le bande cadorine e fornesi comandate da Pier Fortunato Calvi e gli austriaci. Cento intrepidi valligiani respinsero momentaneamente mille e cinquecento austro-ungarici con l’aiuto di tronchi e massi, provocando la perdita di sei uomini. Il passo, in corrispondenza di una frana rocciosa a pareti quasi verticali è sempre stato un punto di passaggio pericoloso soprattutto nei periodi di sgelo, caduta di valanghe o piogge prolungate.

Tra il 1878 e il 1890 fu realizzata l’attuale strada statale n. 52, la cui tortuosità rimane al centro dell’attenzione delle autorità locali che ne sollecitano da tempo una sistemazione. Un progetto di collegamento ferroviario Carnia-Cadore-Dobbiaco, ideato nei primi anni del secolo scorso e i cui lavori erano già stati appaltati ed iniziati nella tratta Villa Santina-Ampezzo, fu malauguratamente sospeso e abbandonato nel 1923.

Negli anni più recenti si sono susseguiti molti dibattiti e iniziative sull’ipotesi della costruzione di una nuova autostrada, che dovrebbe collegare la Carnia con il Cadore. In realtà, più che di una nuova autostrada, si dovrebbe parlare della prosecuzione della A 27 – l’Autostrada d’Alemagna, voluta dal Ministro Bernini negli anni ’70 per unire Venezia a Monaco di Baviera – da tempo bloccata a Pian di Vedoia per la contrarietà e il disinteresse degli austriaci e delle comunità locali di farla proseguire verso Nord. Secondo i progetti preliminari, l’autostrada, lunga 85 km, prevede la realizzazione di un traforo sotto il Passo della Mauria e di lunghi tratti in galleria, per un totale di 42 km. Necessariamente questa nuova infrastruttura dovrà transitare anche nei pressi di quel delicato corridoio che è il Passo della Morte, un ambiente particolarmente difficile per il suo carattere geologico, come dimostrano i lunghi anni di attesa per il completamento e l’apertura della nuova galleria di S. Lorenzo, tra Ampezzo e Forni di Sotto.

L’area oggetto dell’esplorazione
L’escursione ci permetterà di scoprire un tratto montano del Tagliamento che si presenta ancora relativamente allo stato naturale ed è caratterizzato dalla presenza di quell’acqua che normalmente non siamo più abituati a vedere e a sentire scorrere, in quanto utilizzata quasi esclusivamente a scopo idroelettrico. A monte del tratto che percorreremo, l’acqua viene captata per convogliarla nel bacino artificiale di Sauris e, più a valle, con lo sbarramento di Caprizzi e un sistema di condotte forzate sotterranee, viene immessa nel Lago di Verzegnis. Si attraverseranno, quindi, uno dei tratti più belli e naturali del nostro principale corso d’acqua – considerato da molti studiosi il “re” dei fiumi alpini e preso ad esempio per interventi di rinaturazione – che ci permetterà di capire com’era l’ambiente della valle prima dell’intervento della SADE.

L’area presenta molti aspetti interessanti anche dal punto di vista geologico, tra questi ricordiamo il Fontanon di Riu Neri, importante risorgiva carsica temporanea, nota per il getto d’acqua sotto pressione e conosciuta dagli speleologi subacquei che hanno esplorato un complesso sistema di gallerie sotterranee. Con l’escursione, poi, raggiungeremo simbolicamente il luogo di Borta (o Buarta), il paese posto sulla riva destra del fiume che nel 1692 fu travolto e distrutto da una famosa frana.

Ad accompagnarci alla scoperta di queste zone saranno il geologo Antonella Astori e Alfio Anziutti e Ira Conti del Comitato PAS Dolomiti, l’associazione sorta nel 2006 con lo scopo di sensibilizzare le popolazioni locali sul progetto dell’autostrada e per proporre modelli di sviluppo alternativi che possano valorizzare l’immenso patrimonio naturale della vallata.

Per meglio comprendere il senso di questa escursione all’interno del nostro pedestre laboratorio si rimanda a http://www.legambiente.fvg.it/pagine/2/index.php

Come raggiungere i punti di ritrovo

Il ritrovo è fissato alle ore 9.15 in località Caprizzi, poco oltre la diga, nel tratto che precede il ponte sul Tagliamento, dove è possibile parcheggiare e dove lasceremo alcune auto. Caprizzi sarà anche il punto di arrivo dell’escursione.

Caprizzi si trova sulla strada asfaltata che da Priuso porta al Passo del Rest e a Tramonti.

Per chi sale da Tolmezzo, oltrepassati Socchieve e Mediis, lasciare la strada statale 52 poco dopo il ponte sul torrente Lumiei, nei pressi di Priuso, seguendo le indicazioni.

Per chi sale da Pordenone è preferibile raggiungere la località di Caprizzi da Tramonti di Sopra, con lo scollinamento del Passo Rest.

Da Caprizzi si proseguirà con le restanti auto, di nuovo lungo la strada statale 52, e, oltrepassato Ampezzo, si raggiungerà l’imbocco Sud della galleria di S. Lorenzo, nei pressi del Passo della Morte.

Qui è fissato il secondo ritrovo alle ore 10.

L’escursione:
Dai pressi dell’imbocco Sud della nuova galleria di S. Lorenzo (altitudine 735 m. slm), inizia l’escursione a piedi. Nella prima parte, la camminata verrà effettuata lungo il sentiero segnavia CAI 383 – in discrete condizioni, anche se poco frequentato – che attraversa un fresco bosco di faggi. Nella seconda parte, invece, si utilizzeranno vecchi sentieri semi-abbandonati e si percorreranno tratti sul greto del fiume, per finire su un breve tratto di strada forestale.

Verranno toccati, su un percorso in discesa alternato a tratti pianeggianti e brevi risalite, dapprima gli Stavoli Mattia, poi quelli Mezzan e Prepont, fino a giungere, in meno di due ore, sull’alveo del Tagliamento (altitudine 578 m. slm).

A causa dell’assenza di passerelle, l’attraversamento in riva destra idrografica per raggiungere i ruderi di Stavoli Trentesìn e il Fontanon di Riu Neri, è facoltativo e legato alla portata del fiume e alla possibilità di guadarlo.

Dal punto precedente, abbandonato il sentiero CAI 383, si continua a costeggiare il Tagliamento in riva sinistra e si toccano i ruderi di Stavoli Fratta Salon e Stavoli del Plan. Questo è il tratto più disagevole dell’itinerario, per la presenza di vegetazione cresciuta sul vecchio sentiero e sull’alveo del fiume. Sono possibili incontri con la tipica fauna fluviale.

Infine, dopo una breve risalita su sentiero, si raggiunge la strada forestale che porta a Caprizzi, nei pressi del ponte sul Tagliamento (altitudine 500 m. slm).

Caprizzi, luogo simbolo di tante battaglie delle comunità locali e delle associazioni ambientaliste per il rilascio del minimo deflusso vitale nei fiumi, segna visivamente il confine tra la parte naturale del Tagliamento e quella desertificata dalle indiscriminate captazioni operate dalla SADE prima e dall’ENEL poi.

Tempi di percorrenza
L’escursione dura circa 5 ore, sono necessari abbigliamento e calzature da montagna, consigliate infradito per il solo attraversamento del fiume.


Per partecipare

L’escursione, pur non particolarmente lunga, si svolge su terreno a tratti disagevole ed è adatta, quindi, a persone allenate e con una certa esperienza di montagna. Vi consigliamo comunque un abbigliamento da escursione (pantaloni lunghi) e conforme alla stagione variabile e soggetta a forti escursioni termiche. Pranzo al sacco a cura di ciascun partecipante. Nella zona di Caprizzi, oltre all’osteria, sono presenti anche alcuni agriturismi e un rifugio a Casera Grasia.

In caso di cattivo tempo l’escursione verrà rinviata a data da destinarsi.

Contatti
Marco Lepre, circolo Legambiente della Carnia: marco.lepre@libero.it, tel. 0433.2226
Legambiente del FVG: info@legambiente.fvg.it, 0432 295483

Informazioni utili
http://www.legambiente.fvg.it/pagine/2/tappe_sel.php?RECORD_KEY(tappe)=id&id(tappe)=70

Per chi parte da Pordenone facciamo un punto di ritrovo, per razionalizzare i posti auto, presso il parcheggio della Fiera (lato autostrada) alle ore 7,30. Per informazioni sentire Moreno 3408645094

Fonti:
– Newsletter Scarpe & Cervello

Altri links utili:
http://www.andrazza.it/vita_5.htm
http://wapedia.mobi/it/Forni_di_Sopra
http://www.faunaitalia.it/fstoch/pdf/Stoch_122.pdf
http://www.fornidisopra.org/
http://www5.dolomiti.it/ita/zone/forni/arte.htm?nojump=1

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