Teatro La Fenice – Venezia: Stagione Lirica e Balletto

programma eventi spettacoli

 

 

Info: www.teatrolafenice.it
Info biglietti: http://www.teatrolafenice.it/static/biglietteria.php
Archivio storico: http://www.archiviostoricolafenice.org/fenice/GladReq/index.jsp

SIEGFRIED di Richard Wagner

Luogo: Teatro La Fenice
Direttore: Jeffrey Tate
Tipologia: STAGIONE LIRICA E BALLETTO 2006-2007 – LIRICA

Richard Wagner (Lipsia 1813 – Venezia 1883) trasse l’argomento della tetralogia, monumento capitale della cultura europea, dai poemi dell’Edda (XIII secolo) e dal componimento medievale Nibelungenlied. Mediante il mito Wagner creò un’arte che si rivolgeva «a un mondo affratellato, libero dall’illusione della potenza, dal dominio dell’oro, i cui fondamenti sono la giustizia e l’amore» (Thomas Mann). Ma nel corso della lunga elaborazione l’autore modificò il proprio punto di vista in modo sostanziale, passando da una visione ottimistica del futuro, propria dei moti rivoluzionari in Germania del 1848 (cui il musicista aderì), a una posizione più pessimistica intorno al 1854, influenzata dal pensiero di Schopenauer, che lo indusse a modificare il finale dell’Anello. I primi appunti e la versificazione di Siegfried risalgono al 1851-52. Nel componimento incentrato sul fanciullo, figlio di Siegmund e di Sieglinde, si narrano le vicende del giovane eroe che nella fucina di Mime, nano che si finge suo genitore, salda la spada Nothung e giunge infine alla roccia fiammeggiante di Brünnhilde, dove la valchiria era stata addormentata dal padre alla fine della ‘giornata’ precedente. Wagner organizzò in modo fortemente simmetrico il libretto (il primo atto ha tre scene, ciascuna con due personaggi, il secondo atto è formato pure da tre scene ma con tre personaggi, il terzo atto è speculare al primo con tre scene e due personaggi ciascuno). L’elemento fiabesco è particolarmente insistito: il giovane che non conosce la paura sfida il mondo che lo circonda quasi per gioco e apprenderà la vertiginosa sensazione non affrontando mostri o pericoli, ma attraverso la conoscenza di ciò che è ‘altro’, il principio femminile in contrapposizione a quello maschile. Il risveglio di Brünnhilde, come quello della Bella addormentata, rappresenta una conclusione netta, conchiusa, che segna il raggiungimento della perfetta felicità, destinata a corrompersi e a svanire solo nel corso della ‘giornata’ seguente. La composizione musicale ebbe inizio nel settembre 1856, ma nel giugno 1857 Wagner interruppe il lavoro nel secondo atto, nel punto in cui Siegfried si riposa sotto un tiglio: per dodici anni, fino al 1869, l’opera restò incompiuta e fu ultimata solo nel febbraio 1871, dopo che egli si era cimentato con il Tristano e Isotta (1865) e I maestri cantori (1868). Nonostante la lunga interruzione, anche Siegfried é stilisticamente unitario, anche se il terzo atto rivela una maturità artistica, una saldezza costruttiva nell’impiego dei temi possibile solo al compositore delle due opere precedenti. La fiaba, sottratta al tempo storico e mitico, si esplicita in alcuni motivi caratteristici, come il «mormorio della foresta», il «canto degli uccelli», lo «squillo del corno», che con la loro vivida immediatezza sembrano frapporsi all’inesorabile, per quanto dilatato, percorso armonico cadenzale e disegnare momenti di sogno.

SIEGFRIED
seconda giornata della sagra scenica Der Ring des Nibelungen in tre atti

libretto e musica di Richard Wagner
maestro concertatore e direttore: Jeffrey Tate
una produzione: Robert Carsen e Patrick Kinmonth
regia: Robert Carsen
scene e costumi: Patrick Kinmonth
light designer: Manfred Voss
Orchestra del Teatro La Fenice
in lingua originale con sopratitoli in italiano
costumi, scene e parti della decorazione realizzati nel laboratorio dell’Oper der Stadt Köln

PERSONAGGI ED INTERPRETI
Siegfried – Stefan Vinke
Mime – Wolfgang Ablinger-Sperrhacke
Viandante – Greer Grimsley
Alberich – Werner Van Mechelen
Fafner – Bjarni Thor Kristinsson
Erda – Anne Pellekoorne
Brünnhilde – Susan Bullock
Voce di un uccello della foresta – Inka Rinn

DATE SPETTACOLI
14/06/2007 – ore 18.00 turno A
17/06/2007 – ore 15.30 tuno B
20/06/2007 – ore 18.00 turno E
23/06/2007 – ore 15.30 turno C
26/06/2007 – ore 18.00 turno D


SIGNOR GOLDONI di Luca Mosca e Gianluigi Melega

Luogo: Teatro La Fenice
Direttore: Andrea Molino
Tipologia: STAGIONE LIRICA E BALLETTO 2006-2007 – LIRICA

Carlo Goldoni nacque a Venezia nel 1707. Nei suoi 86 anni di vita scrisse più di 150 commedie e testi per il teatro, e i libretti di 96 opere, oltre 20 dei quali vennero messi in musica da Baldassare Galuppi. Scrisse per l’Italia e per l’Europa: in dialetto veneziano, in italiano e in francese. Nel periodo più fertile del suo ingegno arrivò a impegnarsi per contratto con un teatro veneziano per consegnare in un anno 16 nuove commedie e due libretti d’opera. Questo è l’artista, da tutti riconosciuto come il creatore della moderna commedia italiana (quella in cui gli attori sono tenuti a pronunciare esattamente le battute del testo) che il Teatro La Fenice ha scelto di commemorare in occasione del terzo centenario della nascita. Un luminoso autore, un grande veneziano. In ricordo di quella operosità e della scintilla dirompente della creatività goldoniana, la Fenice ha deciso di proporre una nuova produzione lirica internazionale di musica contemporanea, così come internazionale e proprio del suo tempo era stato il lavoro di Carlo Goldoni. Da ciò è nata la commissione di un’opera, Signor Goldoni, al librettista Gianluigi Melega e al compositore Luca Mosca, due autori che da tempo vivono Venezia come sede di vita e di lavoro. La collaborazione tra Melega e Mosca è già stata ripetutamente sperimentata in diverse composizioni di musica da camera e nell’opera buffa in un atto Mr. Me, presentata a Venezia nel settembre 2004, nonché nella cantata Down by the Delta per coro e orchestra, eseguita dal Coro e dall’Orchestra della Fenice al Teatro Malibran nel giugno 2006. In tutte queste occasioni Mosca ha messo in musica testi di Melega in lingua inglese. Signor Goldoni è un dramma giocoso in due atti, in lingua inglese con sopratitoli in italiano. Gli autori preferiscono non diffondersi sui particolari della trama (nelle migliori tradizioni del classico teatro d’opera, fino alla sera della prima), ma sono già in grado di indicare alcune caratteristiche del lavoro. La scena sarà un palazzo veneziano, al tempo d’oggi, durante un ballo in maschera. Tra gli esecutori figurano otto cantanti e il coro: due soprani, un mezzosoprano, un contralto, un tenore, due baritoni, un basso. Tra le maschere saranno molti personaggi, veri e letterari, che nella vita e nel teatro hanno vissuto Venezia come palcoscenico affascinante e sorprendente del loro tempo, fino ad oggi. Quando si chiede a Luca Mosca quale tipo di musica sarà quella del suo Signor Goldoni, il compositore risponde: «Dal punto di vista formale, il lavoro sarà improntato a una teatralità che tiene conto soprattutto dell’opera del Settecento e di quella del Novecento: del Settecento ci sono le forme chiuse, ma senza recitativi, del Novecento la concezione cinematografica del racconto musicale, come già sperimentata in Berg, Šostakovič, Stravinskij, Britten». Per entrambi gli autori c’è l’ambizione di voler creare un’opera che si richiami, dopo un lunga pausa, all’epoca in cui Venezia era uno dei centri più importanti della cultura mondiale, anni in cui scrittori, musicisti, pittori, architetti e cultori di ogni forma d’arte trovavano nella città istituzioni e mecenati pronti a sostenere ogni più audace iniziativa, convinti che solo attraverso il rinnovamento e l’espansione della cultura si sarebbe garantito il futuro della città e del suo popolo.

SIGNOR GOLDONI*
dramma giocoso in due atti
libretto di Gianluigi Melega
musica di Luca Mosca

Commissione della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia
prima rappresentazione assoluta

maestro concertatore e direttore: Andrea Molino
regia: Davide Livermore
Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
direttore del Coro: Emanuela Di Pietro

in lingua inglese con sopratitoli in italiano
nuovo allestimento
* in occasione del terzo centenario della nascita di Carlo Goldoni

PERSONAGGI ED INTERPRETI
Carlo Goldoni: Roberto Abbondanza
Anzolo Rafael: Alda Caiello
Giorgio Baffo: Chris Ziegler
Despina: Barbara Hannigan
Desdemona: Sara Mingardo
Mirandolina: Cristina Cavalloni
Othello: Michael Leibundgut
Arlecchino: Michael Bennet

DATE SPETTACOLI
21/09/2007 – ore 19.00 turno A (in diretta RADIO RAI 3)
23/09/2007 – ore 15.30 turno B
25/09/2007 – ore 19.00 turno D
27/09/2007 – ore 19.00 turno E
29/09/2007 – ore 15.30 turno C


ERCOLE SUL TERMODONTE di Antonio Vivaldi

Luogo: Teatro Malibran
Direttore: Fabio Biondi
Tipologia: STAGIONE LIRICA E BALLETTO 2006-2007 – LIRICA

Prosegue anche nel 2007 la collaborazione del Teatro La Fenice con l’orchestra barocca Europa Galante diretta da Fabio Biondi, iniziata nella stagione 2005-2006 con La Didone di Cavalli. Il 5, 7, 12 e 14 ottobre 2007 l’orchestra sarà ospite del Teatro Malibran per l’ottavo appuntamento della Stagione lirica che prevede la prima rappresentazione integrale in tempi moderni di un dramma per musica di rara esecuzione di Antonio Vivaldi: Ercole sul Termodonte, sedicesima delle quarantotto opere del compositore veneziano. L’allestimento dello spettacolo è affidato al laboratorio integrato di regia, scenografia e costume della Facoltà di Design e Arti dell’Università IUAV di Venezia. Fra gli interpreti, Carlo Allemano (Ercole), Stefanie Iranyi (Ippolita) e Mark Milhofer (Telamone). La partitura di Ercole sul Termodonte (Roma, Teatro Capranica, carnevale 1723), è andata smarrita nella sua interezza ed è stata di recente ricostruita in seguito a complesse ricerche archivistiche. Essa appartiene alla maturità di Antonio Vivaldi (Venezia 1678 – Vienna 1741), ormai conteso anche da istituzioni teatrali non veneziane. Si tratta inoltre di un’opera prodotta poco prima dell’affermazione sulle scene italiane di Pietro Metastasio (Didone abbandonata, 1724) e che dunque riflette gusti ancora non ‘normalizzati’, per certi versi eccentrici rispetto alle scelte in seguito dominanti. Va poi ricordato che a Roma non erano allora ammesse cantanti in scena, per cui il cast originale fu interamente maschile: visto l’argomento dell’opera (la lotta tra Ercole e le Amazzoni), per il pubblico doveva essere un’esperienza particolarmente gustosa ammirare avvenenti guerriere tutte di sesso maschile. Altro elemento di spicco è l’inusuale abbondanza di ‘musica in scena’, ovvero di gesti musicali ipoteticamente compiuti sul palcoscenico: l’opera è aperta da un coro formato da una «schiera di Amazzoni cacciatrici con corni e cani da caccia» e il primo atto si conclude con un «abbattimento sul ponte a suono di trombe, timpani e di tamburi». Il titolo, Ercole sul Termodonte, fa riferimento alla nona delle dodici fatiche di Ercole, da lui compiute per ordine del re di Micene Euristeo, cioè la conquista delle armi della regina delle Amazzoni. Ercole con gli eroi Teseo, Telamone e Alceste giungono in spedizione presso il fiume Termodonte ove risiedono le Amazzoni e perciò si scontrano con la regina Antiope, le sue sorelle Ippolita e Orizia e la figlia Martesia. I fronti avversi tendono però presto a confondersi: Teseo salva galantemente Ippolita da un orso, ricevendo la sua amorosa ammirazione; la giovane e ingenua Martesia, fatta prigioniera, è corteggiata dai greci Telamone ed Alceste, che tentano di spiegarle i principi dell’amore monogamico occidentale. Continuano invece a guerreggiare Antiope, che presidia la città amazzone di Temiscira, ed Orizia che incendia le navi greche. Al termine delle drammatiche scene finali, interviene la dea Diana, la quale istituisce due nuove coppie (Teseo-Ippolita, Alceste-Martesia) e decreta la fine delle ostilità. Il libretto di Giacomo Francesco Bussani, già rappresentato nel 1678 al teatro di San Salvatore di Venezia, fu rimaneggiato per l’occasione romana e nel complesso l’opera dovette avere buon successo. Pier Leone Ghezzi, famoso ritrattista, volle infatti disegnare non solo Vivaldi, ma anche uno dei cantanti principali, il castrato Farfallino, interprete di Ippolita. Inoltre i proprietari del Capranica dovettero apprezzare il prodotto fornito da Vivaldi dato che gli rinnovarono l’incarico per l’anno successivo commissionandogli un atto della prima opera, Tigrane, e il Giustino.

PERSONAGGI ED INTERPRETI
Ercole: Carlo Allemano
Telamone: Mark Milhofer
Antiope: Laura Polverelli
Ippolita: Roberta Invernizzi
Teseo: Romina Basso
Orizia: Emanuela Galli
Martesia: Stefanie Iranyi
Alceste: Jordi Domènech

DATE SPETTACOLI
04/10/2007 – ore 19.00 turno A
06/10/2007 – ore 15.30 turno C
11/10/2007 – ore 19.00 turno D
13/10/2007 – ore 15.30 fuori abbonamento


BAJAZET di Antonio Vivaldi

Luogo: Teatro Malibran
Direttore: Fabio Biondi
Tipologia:
STAGIONE LIRICA E BALLETTO 2006-2007 – LIRICA

BAJAZET, tragedia per musica in tre atti RV 703

libretto: Agostino Piovene
musica: Antonio Vivaldi
maestro concertatore e direttore: Fabio Biondi
regia, scene e costumi: Facoltà di Design e Arti dell’Università IUAV di Venezia, Fondazione Teatro Due di Parma
orchestra: EUROPA GALANTE
Coro: Teatro La Fenice
direttore del coro: Emanuela Di Pietro

PERSONAGGI ED INTERPRETI
Tamerlano: Sonia Prina
Bajazet: Christian Senn
Asteria: Marina De Liso
Andronico: Lucia Cirillo
Irene: Vivica Genaux
Idaspe: Maria Grazia Schiavo

DATE SPETTACOLI
05/10/2007 – ore 19.00 turno E
07/10/2007 – ore 15.30 turno B
12/10/2007 – ore 19.00 fuori abbonamento
14/10/2007 – ore 15.30 fuori abbonamento


THAIS di Jules Massenet

Luogo: Teatro La Fenice
Direttore: Emmanuel Villaume
Tipologia: STAGIONE LIRICA E BALLETTO 2006-2007 – LIRICA

Salammbô, Hérodiade, Dalila, Carmen, Manon… sono solo alcune fra le rappresentazioni dell’esotismo sensuale in veste femminile, irresistibile e ‘maledetta’, proposte al pubblico francese del secondo Ottocento dall’opera e dalla letteratura. I temi dell’esotismo sensuale ed immorale, il dissidio fra carne e spirito, il conflitto tra aspirazione mistica e seduzione materiale, trovavano nella figura dell’uomo condotto alla rovina l’esito, edificante, dell’ammonizione morale e nella femme fatale la perfetta incarnazione di diffuse, e ‘proibite’, fantasie sessuali. Il romanzo di Anatole France intitolato alla dissoluta Thaïs – ispirato a sua volta alla Tentation de Saint-Antoine di Flaubert e alla commedia altomedievale Pafnutius della monaca sassone Roswitha di Gandersheim – venne pubblicato nel 1890 dall’editore Calmann-Lévy. Non molto tempo dopo, il librettista Louis Gallet ne ultimò la trasposizione librettistica, presentata nel 1892 a Massenet che entro l’anno ne ultimò la veste musicale. Ad intralciare la rappresentazione di Thaïs sopravvenne tuttavia un problema: l’opera era stata concepita per una precisa interprete, la grande Sybil Sanderson, che nei primi mesi del 1893, alla scadenza del contratto in esclusiva con l’Opéra-Comique, decise di sottoscriverne uno nuovo con l’Opéra Garnier. Si rese dunque necessaria per Massenet, al fine di adattare il lavoro alle tipologie del grand opéra, una serie di modifiche, ultimate nell’autunno del 1893. La prima (Parigi, Opéra, 16 marzo 1894) ottenne un buon successo presso il pubblico e l’entusiasmato encomio di Anatole France. Tuttavia le riserve di alcuni critici indussero Massenet a riprendere in mano il lavoro, fino a confezionarne una vera e propria seconda versione, quella oggi più eseguita, andata in scena il 13 aprile 1898. Non senza dimenticare le possibilità di richiami a Gounod, Wagner e Musorgskij, la partitura di Massenet si segnala per un’eleganza misurata, ricca di effetti timbrici e raffinatezze armoniche che fanno pensare soprattutto a Fauré e Debussy. Il cesello levigato della melodia, la rarefazione sonora, la stasi armonica, la propensione a una sonorità tenue e screziata utilizzati da Massenet nella rappresentazione della grecità alessandrina del IV secolo, hanno d’altronde indotto più d’un commentatore ad evocare parallelismi con la letteratura parnassiana.

PERSONAGGI ED INTERPRETI
Thaïs: Darina Takova
Athanaël: Simone Alberghino
Nicias: Kostyantyn Andreyev
Palémon: Nicolas Courjal
Crobyle: Christine Buffle
Myrtale: Elodie Méchain
Albine: Tiziana Carraio
La Charmeuse: Elena Rossi
Un servitore: Enrico Masiero
Prima ballerina: Letizia Giuliani

DATE SPETTACOLI
21/10/2007 – ore 19.00 turno A
23/10/2007 – ore 19.00 turno D
25/10/2007 – ore 19.00 turno E
27/10/2007 – ore 15.30 turno B
30/10/2007 – ore 17.00 turno C


TURANDOT di Giacomo Puccini

Luogo: Teatro La Fenice
Direttore:Yu Long (9,11,12,13,14) – Zhang Jemin (15,16,18)
Tipologia: STAGIONE LIRICA E BALLETTO 2006-2007 – LIRICA

Scomparsa per la morte di Giacosa la coppia Giacosa-Illica che gli aveva dato i libretti di Bohème (1896), Tosca (1900) e Butterfly (1904), per la sua ultima opera Giacomo Puccini (Lucca 1858 – Bruxelles 1924) si orientò su altri poeti, Giuseppe Adami e Renato Simoni. In un incontro avvenuto in un ristorante di Milano nell’inverno 1919-20, tra librettisti e compositore emerse il nome di Carlo Gozzi e di Turandot, soggetto dal quale Busoni di recente aveva tratto un’opera (1917). Tuttavia Simoni convinse Puccini assicurandolo che nel nuovo componimento sarebbe stata presente «tutta quella umanità di cui Gozzi non si era mai preoccupato». Il lavoro si avviò dunque nella primavera del 1920, con crisi particolarmente intense e angosciose e persino la tentazione nel 1922 di abbandonare l’impresa. Puccini portò comunque a termine quasi interamente la vicenda del principe Calaf, innamorato dell’algida principessa cinese Turandot e capace di risolvere i tre enigmi cui ella sottoponeva gli incauti aspiranti alla sua mano (speranza, sangue, Turandot). La morte però lo colse quando stava componendo il terzo atto ed aveva ultimato tutta la scena della morte di Liù, che si uccide per amore di Calaf. A completare i sommari schizzi del compositore, nell’estate 1925 per iniziativa di Toscanini fu chiamato Franco Alfano, direttore del Conservatorio di Torino, che realizzò il riconoscimento amoroso tra i due protagonisti e il finale. Con il finale di Alfano l’opera andò in scena alla Scala nell’aprile del 1926, diretta da Toscanini, regia di Giovacchino Forzano, bozzetti di Galileo Chini. Ma alla prima, il 25 aprile, Toscanini depose la bacchetta dopo la morte di Liù dichiarando: «Qui finisce l’opera perché a questo punto il Maestro è morto». L’incompiutezza dell’opera costituì un problema per molti critici: per la prima volta Puccini affrontava il tema dell’amore come redenzione e nello scioglimento trionfale si vide la ragione di una potenziale inibizione della sua fantasia. Secondo Mosco Carner il musicista, afflitto da un complesso materno, era incapace di concepire l’amore per altre donne se non come colpa e a condizione di degradarle: da ciò il loro rango ‘inferiore’ e la loro inevitabile punizione per aver amato. Dunque Turandot, che nell’amore trovava invece il riscatto, non poteva corrispondere alla sua ispirazione, al contrario di Liù, che paga il suo amore con la morte. È pur vero però che nella crisi generale del ’900 l’espansione canora diventava sempre più problematica e l’impotenza di Puccini a cantare la catarsi dell’eroina si può qualificare storicamente come ritegno o impossibilità a celebrare apoteosi a voce spiegata. In realtà Turandot appartiene più di ogni altra opera di Puccini al nuovo secolo non solo per l’inedita fantasia timbrica e i riferimenti a Debussy e a Stravinkij, ma soprattutto per la qualità iterativa dell’impianto metrico-stilistico e la presenza di esotismi che conferiscono all’opera un passo da cerimoniale crudele, prezioso, impassibile.

PERSONAGGI ED INTERPRETI
La principessa Turandot: Giovanna Casola, Caroline Whisnant
L’imperatore Altoum: Enrico Cossutta
Timur: Federico Sacchi
Il principe ignoto (Calaf): Walter Fraccaro, Lance Ryan
Liù: Hui He, Maria Luigia Borsi
Ping: Giorgio Caoduro
Pang: Gianluca Floris
Pong: Matthias Wohlbrecht
Un mandarino: Timothy Sharp
Il principe di Persia: Enrico Cossutta

DATE SPETTACOLI
09/12/2007 – ore 19.00 turno A
11/12/2007 – ore 19.00 turno E
12/12/2007 – ore 19.00 turno D
13/12/2007 – ore 19.00 fuori abbonamento
14/12/2007 – ore 15.30 turno C
16/12/2007 – ore 15.30 turno B
18/12/2007 – ore 19.00 fuori abbonamento


VISITE AL TEATRO LA FENICE

Visite con Audioguida

Se siete in visita a Venezia, il Teatro La Fenice è sicuramente una tappa imperdibile per rendere unico il vostro soggiorno veneziano. Visitare il Teatro La Fenice è infatti un’occasione per scoprire il Teatro al di fuori della normale attività istituzionale.
La visita tra gli stucchi e gli ori delle prestigiose sale consente di scoprire retroscena e segreti del Teatro e dei suoi protagonisti, ripercorrendone la storia dalle origini fino ai nostri giorni. All’ingresso è disponibile un’audioguida in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo. I biglietti sono acquistabili direttamente presso la biglietteria del Teatro, non sono previste forme di prenotazione.

Orario Visite marzo 2007
Orario Visite aprile 2007
Orario Visite maggio 2007
Orario Visite giugno 2007

Per info: Call Center HelloVenezia Tel: 041.24.24 www.hellovenezia.com

VISITE PER GRUPPI
Visite al Teatro con accompagnatore esperto disponibile a rispondere a dubbi e curiosità sul Teatro e la sua storia.Servizio disponibile in 5 lingue, per gruppi di minimo 10 persone, solo su prenotazione od aggregandosi a gruppi già formati.

Per info e prenotazioni: Call Center HelloVenezia Tel: 041.24.24
marketing@velaspa.com

PASSEGGIATE A TEATRO
Entrare nel cuore del Teatro, apprendere le sue origini, la sua storia, scoprire il percorso della sua rinascita per addentrarsi in una
Venezia insolita. Lasciarsi coccolare con un aperitivo nelle eleganti Sale Apollinee. Tale opzione prevede di pianificare il percorso di visita in base alle esigenze del richiedente, arricchendo il piacere della visita con un servizio personalizzato per dare vita ad un evento indimenticabile. Il servizio comprende: accesso a Teatro con accompagnatore esperto e aperitivo tipico veneziano servito nelle Sale Apollinee. Servizio disponibile in 5 lingue, organizzato per gruppi di minimo 10 persone.

Per info e prenotazioni: Tel: 041. 5283780 info@festfenice.com

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